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domenica 20 aprile 2014
Pasqua di Resurrezione. Gesù è una persona viva, oggi, in questo istante (don Oreste Benzi).
"Cristo risorto non muore più !"
"Non perdiamoci dentro le vanità dei nostri errori, abbiamo invece da contemplare Cristo che supera i nostri errori; non perdete mai tempo nelle recriminazioni, impegnate quel tempo per Cristo che è vivo: è lui che ci dà la pace!
Gesù è una persona viva, oggi, in questo istante.
Lui mi sente mentre io parlo, lui vede quello che c'è nel mio cuore, e quello che desidero. Gesù vivo ti dà il criterio di tutta la realtà.
È Gesù vivo che ti fa capire tua moglie che è vicino a te; è Gesù vivo che ti fa capire tuo marito accanto a te; è Gesù vivo che ti fa capire i poveri; è Gesù vivo che ti fa comprendere tutta la Chiesa; è Gesù vivo che ti libera finalmente dal tuo orgoglio, dalla tua superbia."
Pinturicchio, Resurrezione di Cristo con Papa Alessandro VI inginocchiato (1492 -1494).
"Gesù è vivo, ma ha sentimenti umani, purificati dalla pienezza della divinità che dimora in lui. Come vorrei che i suoi sentimenti entrassero in noi, come vorrei che ognuno di noi potesse fissare il volto del fratello con lo stesso sguardo con cui lo guarda Gesù!"
(don Oreste Benzi, fondatore Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII)
Gesù ha vinto la morte e ci ha aperto il passaggio alla vita eterna.
Auguri di pace e serenità a tutti gli amici lettori del blog.
Luigi De Valeri
domenica 24 aprile 2011
Alleluja ! Surrexit Dominus vere. "Perchè cercate tra i morti colui che è vivo ?"

Alleluja. Il Signore è risorto veramente.
Dal Vangelo di Luca.
"Perchè cercate tra i morti colui che è vivo ?
Non è qui, è risorto.
Ricordatevi come vi parlò, mentre era ancora in Galilea e diceva: Bisogna che il Figlio dell'uomo sia consegnato in mano ai peccatori,sia crocifisso e risorga il terzo giorno." (Lc. 24,5-7).
L'immagine della Risurrezione è del Pinturicchio, dipinto murale datato 1492-1494, decorazione dell'appartamento Borgia nei Palazzi del Vaticano.
Auguri di pace e serenità ai lettori del blog.
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martedì 29 dicembre 2009
"E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi" (Gv. 1, 14a).

Dagli Apoftegmi dei Padri del deserto.
"Un monaco del deserto di Scete, nato da una famiglia di schiavi, ogni anno andava ad Alessandria per portare il salario ai suoi padroni e lavargli i piedi.
Costoro però non volevano che ciò accadesse e gli dicevano: "Padre, non fare questo".
Ma il monaco insisteva rispondendo "Io mi dichiaro vostro servo e pieno di gratitudine perchè mi avete lasciato libero di servire Dio."
Io voglio lavarvi i piedi e voi accettate questo mio salario."
Essi allora lo lasciarono fare e lo congedarono con grande onore."
In questo tempo di gioia per la nascita di Gesù, che incarnandosi ha permesso la salvezza di noi tutti, senza distinzioni di ceto, razza o religione, ricordando con il titolo del post il prologo del Vangelo di Giovanni, è mia intenzione accantonare gli abituali temi giuridici del blog invitando il lettore a meditare su un apoftegma dei Padri del deserto.
La breve massima fa riflettere sul valore dell'umiltà,sulla riconoscenza e sull'uguaglianza fra tutti gli uomini.
Ho scelto di arricchire il post con l'affresco della fine del Quattrocento di Bernardino di Betto detto Pinturicchio "Natività con S.Girolamo" conservato nella splendida Basilica di S.Maria del Popolo a Roma.
Ma chi erano i Padri del deserto e cosa sono gli apoftegmi ?
Venivano chiamati Padri del deserto quei monaci eremiti che nel IV secolo d.c., giunta finalmente la pace nell'impero di Costantino, lasciarono le città per vivere nel deserto della Palestina, dell'Egitto o della Siria.
Il primo e più ricordato tra questi monaci fu Antonio il Grande.
Costoro volevano vivere la fede cristiana con rigore ed ebbero vari discepoli e i loro detti, gli apoftegmi, permettono di conoscere la spiritualità di questi anacoreti.
Il termine apoftegma deriva dal verbo greco "apophthenghésthai" che significa "enunciare una sentenza" e dunque vuol dire "detto,sentenza,massima", viene riferito ad una frase o sentenza che racchiude in sintesi una verità e fa riferimento ad una situazione storica con personaggi reali, è una specie di sentenza enunciata dal protagonista in risposta ad una affermazione di un altro soggetto.
La Bibbia contiene libri apoftegmatici come i Proverbi e celebri sono gli Apoftegmi dei Padri del deserto costituendo una fonte preziosa per la storia della spiritualità e le origini del monachesimo cristiano.
Al termine di questa dovuta intromissione nella spiritualità (ma potrei dire di avervi proposto sempre una "sentenza" anche se dai contenuti assai più importanti di quelle elaborate dai giudici ...) è mio dovere augurare a tutti coloro che visitano il blog, anche occasionalmente, un sereno e felice Natale 2009 e a chi ha perso il lavoro nell'anno che sta terminando di ritrovarlo nel 2010, grazie, non solo all'intervento di chi governa o comunque degli uomini, ma all'aiuto di Colui che tutto move (Dante, Par.1)e sul quale tutti possiamo confidare nelle difficoltà della vita.
Buon Natale e felice Anno nuovo
ovvero per chi, come me, ha un debole per il latinum
"Natale hilare et Annum Faustum!"
Aloysius
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